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TERME A MARE

La stagione che vede nascere o ristrutturare il maggior numero di edifici termali è senza dubbio il periodo a cavallo tra il II ed il III sec. d.C., quando l’isola fu attraversata da un forte fervore edilizio. Le terme sorte in questo periodo hanno aspetti simili fra loro, come il tipo di percorso ad andamento “anulare”, che permetteva di partire dal frigidarium e poi rientrarvi senza la necessità di tornare sui propri passi.

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LA STORIA

A sud della strada, è situato l'imponente complesso delle "terme a mare", del II secolo d.C.. All'interno del sito vi era una gradinata che conduceva ai vasconi per la raccolta dell’acqua sistemati sul tetto e una latrina con soglia rialzata collegata al sistema fognario. Si accedeva all’edificio tramite una scalinata che conduce all’atrium, dove ardeva il focolare domestico attorno al quale si svolgeva la vita familiare. Dall’atrium si raggiunge l’apodyterium, quello che in epoca romana fungeva il ruolo di spogliatoio di uscita ai bagni pubblici. Di lì, passando di nuovo attraverso l’atrium, si raggiungeva il frigidarium con due vasche d’acqua fredda. Sul lato occidentale si trovavano gli ambienti riscaldati, che si servivano di forni situati nel corridoio. Si tratta di tre vani piuttosto ben conservati: il primo è un tepidarium, infatti comunica con il frigidarium, segue un calidarium con due forni adiacenti, dei quali soltanto uno è ben conservato. Oltre agli ambienti termali veri e propri vi sono altre stanze, usate probabilmente come luoghi dove incontrarsi o biblioteche.

Impresa di Restauro Magistri S.R.L, Scavi Archeologici di Nora.jpg

LAVORAZIONI

Nel Quartiere Punico del sito archeologico di Nora, l’intervento di restauro ha interessato diverse porzioni murarie e superfici intonacate, con l’obiettivo di contrastare il degrado strutturale e conservare le tracce materiche originali. Le principali lavorazioni hanno previsto:

  • Pulitura a secco delle superfici e lavaggio delicato per l’estrazione dei sali solubili responsabili del degrado superficiale.

  • Consolidamento degli elementi lapidei e riadesione delle scaglie di intonaco sollevate o parzialmente distaccate.

  • Consolidamento corticale delle superfici intonacate per garantirne la tenuta e la durabilità nel tempo.

  • Integrazione delle lacune profonde tramite l’inserimento puntuale di pietre compatibili con quelle originarie.

  • Consolidamento della muratura con materiali lapidei di diversa natura, rispettando le tecniche costruttive storiche.

  • Tecnica dello scuci-cuci, applicata per ricucire le murature compromesse, mediante l’inserimento di zeppe in pietra analoghe a quelle preesistenti.

Impresa di Restauro Magistri S.R.L, Scavi Archeologici di Nora.jpg

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