SANT'ANTONIO ABATE

Disse abba Antonio: «Vidi tutte le reti del Nemico stese sulla terra e gemendo dissi: «Chi potrà sfuggire?». E udii una voce che mi disse: «L’umiltà». 

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Prima e dopo

LA CHIESA

Sant'Antonio Abate è la chiesa principale di Ello dal XVI secolo. Il campanile, romanico nell'aspetto, risale a questo periodo ed incorpora nella struttura i materiali della precedente chiesa di San Giovanni Battista. L'aspetto del culmine della torre campanaria è tipicamente lombardo, comune dalla Brianza alla Valtellina. La chiesa viene riedificata nel XVII secolo ed ampliata nel XVIII; viene poi ricavata la piazza antistante, con la fontana donata dalla famiglia Annoni nel XIX secolo. Al suo interno si trova il Santo Crocifisso di Ello, un'opera pregevole del Cinquecento. Il Crocifisso di Ello, intensamente venerato da tutto il circondario, fino al Novecento veniva esposto per scongiurare disgrazie collettive quali le grandi siccità.

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LAVORAZIONI

Le lavorazioni hanno avuto come obbiettivo il non compromettere il testo nella sua valenza documentaria; sono state escluse operazioni invasive di rimozioni di integrazioni presenti a meno che queste non risultino essere assolutamente incongruenti o dannose al tessuto originale.

ZONE DI INTERVENTO

INTERNI

L’intervento di restauro ha riguardato anche gli interni della chiesa di Sant’Antonio Abate a Ello. È stato suddiviso per lotti ed è durato complessivamente per tre anni. È iniziato nel febbraio 2013 e si è concluso nel giugno del 2016.

Alcune tra le operazioni più importanti:

  • Pulitura dei dipinti murali con gomma wishab, agarosio, tensioattivo, carbonato d’ammonio e vapore.

  • Gli elementi in marmo sono stati puliti mediante l’applicazione di un gel a base di AB57 e con l’utilizzo di piccoli spazzolini e pennelli.

  • Pulitura delle parti dorate con tamponi imbevuti di carbonato d’ammonio e pulitore alcalino.

  • Stuccatura ed integrazione utilizzando malte calibrate sulla base delle malte originali.

  • Integrazione delle parti decorative d’arredo integrate e realizzate in pittura di calce e pigmenti naturali per finte cornici e campiture.

  • Pulitura degli elementi in legno e acciaio con pulitore debolmente alcalino.

  • Integrazione pittorica dei dipinti murali parietali.

  • Ricostruzione degli elementi decorativi svolti all’imitazione dell’originale.

Impresa di Restauro Magistri S.R.L,  Sant'Antonio Abate.JPG
Impresa di Restauro Magistri S.R.L,  Sant'Antonio Abate.JPG

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SANT'ANTONIO ABATE IN PREGHIERA - Giovanbattista Airaghi, 1838

 

La tela presenta un telaio ligneo rettangolare in forte stato di espansione ed una cornice a cassetta con modanature semplici arricchita negli angoli da decorazioni fitomorfe a rilievo. La tela presentava segni di pregressa chiodatura lungo i bordi, un ingiallimento e opacizzazione della vernice pittorica, ed una forte alterazione cromatica. Gli interventi principali compiuti sulla tela riguardano la pulitura a secco per la rimozione dei depositi superficiali incoerenti tramite pennelli ed aspiratore, un trattamento antitarlo a scopo preventivo, l’integrazione cromatica con colori acquarello stesi a velatura e una finale stesura di vernice protettiva a base di resina Regal Varnish Gloss e Matt.

 

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Beata Vergine Maria con il bambino tra i santi apostoli Giacomo e Filippo, XVI Secolo, Bernardino Lanino

 

L'intervento condotto sulla tela ha rappresentato un interessante momento di studio sia della teoria esecutiva dell'autore sia degli eventi che hanno portato l'opera fino a noi. Il dipinto è stato oggetto di massicci interventi di restauro estremamente visibili sulla tela e purtroppo con risultati estetici discutibili. Si è prestata molta attenzione alla fase conoscitiva dell'opera, effettuando indagini diagnostiche chimiche e imaging multispettrale. Gran parte del lavoro ha riguardato l'asportazione e il rifacimento degli inserti in tela, che apparivano posizionati malamente. Le stuccature si sono limitate alle superfici dove sono stati realizzati i nuovi inserti  e a piccole mancanze sparse su tutta la superficie. La pulitura è sempre stata calibrata a seconda della zona d'oggetto di intervento. Dopo il completamento di questa fase  risultava evidente la discromia a carico degli incarnati delle figure centrali,  fortemente tendenti al giallo si è proseguiti per gradi aprendo tasselli di pulitura in quelle zone. La tela era abrasa

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Dipinto su tela San Carlo Borromeo in Adorazione della croce, 1863, Luigi Riva

 

La tela non presentava sollevamenti della superficie pittorica ma cretti su tutta la superficie. La vernice risultava leggermente alterata con delle tarlature diffuse. La cornice presentava lacune a carico della preparazione e della foglia. L'ancoraggio  al supporto originale risulta ancora efficiente.

Si è proceduto allo smontaggio della tela  poichè dopo un'attenta valutazione  emerge la necessità di ulteriore tensionamento, pulitura a secco, consolidamento della superficie pittorica e integrazione eseguita mediante l'utilizzo di acquarelli a base d'acqua.

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San Luigi Gonzaga in adorazione della Croce,  1873, Luigi Riva

La tela, dopo l'accurata analisi pre-intervento, risultava avere una pellicola pittorica di scarso spessore, un cretto diffuso su tutta la superficie del dipinto e lievi dadute di colore.

Si è proceduto ad un accurato processo di pulitura a secco, consolidamento della superficie pittorica, rimozioni delle vernici di restauro e dei ritocchi alterati, integrazione eseguita mediante l'utilizzo di acquarelli a base d'acqua e reintegrazione e protezione finale.

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DIPINTI MURALI

I dipinti murali risalenti al 1908-09 risultavano in mediocre stato di conservazione, interessati soprattutto da un cospicuo deposito di polvere che ne occultava i colori vivaci. Su alcune campiture erano presenti opacizzazioni e sbiancamenti probabilmente prodotti dall’alterazione di qualche materiale sovrammesso.
Lavorazioni eseguite: è stata pulita la superficie dei dipinti,  da principio con metodologie a secco (aspiratore e spugne wishab) a successivamente ad umido, ricorrendo ad metodologie differenti a seconda della zona oggetto d’intervento. È stata utilizzata acqua deionizzata supportata con agar agar, e dove si dimostrava necessario approfondire la pulitura, acqua deionizzatiza e triammonio citrato. Successivamente, si è potuto procedere con la sigillatura di lacune e fessure, utilizzando sabbia di granulometria e caratteristiche simili all’impasto originale presente nelle aree limitrofe e, come legante calce idraulica in percentuali opportune per la lavorazione.

PORTONE

Il portone si presentava coperto da diversi strati d’inceratura sovrapposti, che hanno ingrigito ed ingiallito l superficie originale. La superficie lignea presentava fenomeni di fessurazioni e piccole lacune. Era presente un puntuale fenomeno di degrado da insetti xilofagi nella parte bassa. La condizione superficiale della ferramenta presentava fenomeni di ossidazione e la perdita di efficienza di alcuni chiodi di fissaggio. Lavorazioni eseguite: Trattamento della ferramenta e dei dispositivi metallici di fissaggio; gli elementi metallici sono stati trattati mediante spazzolatura con spazzole di ottone e successiva applicazione di prodotto convertitore di ossidazione; gli elementi deteriorati o incompatibili con il serramento sono stati sostituiti con elementi in stile.
Eliminazione delle stratificazioni di cera presenti sulle superfici lignee. Realizzazione di stuccature su lacune di piccole e medie dimensioni mediante applicazione di resina epossidica bicomponente Balsite, con attenzione alle caratteristiche di stabilità ed elasticità, e successiva levigatura con abrasivi fini. Consolidamento delle porzioni lignee ammalorate o interessate da aggressione di insetti xilofagi mediante imbibizione a siringa e pennello con resina acrilica in soluzione in idoneo solvente e in concentrazione adeguata.
Ricostruzione delle porzioni lignee non recuperabili mediante asportazione delle stesse e realizzazione di tasselli adeguatamente sagomati con essenza lignea identica all’originale; gli incollaggi sono stati realizzati con colle classe D4.

ORGANO E PULPITI

La superficie presentava depositi polverulenti estesi e in alcuni casi residui dei vecchi trattamenti di protezione e/o manutenzione visibilmente ingialliti. La pellicola pittorica e le cornici dorate a foglia presentavano puntuali sollevamenti e mancanze. La struttura è composta da pannelli accostati ma non maschiati. In corrispondenza della giunzione erano presenti delle fessurazioni dovute principalmente a fenomeni di ritiro del legno. Quindi la laccatura era visivamente compromessa. Lavorazioni eseguite: Spolveratura con pennelli morbidi e aspiratori, pulitura acquosa mediante soluzioni idroalcoliche addizionate a tensioattivi.
Il fissaggio della pellicola pittorica e sulle scaglie delle dorature è stato eseguito mediante infiltrazione a mano di adesivo di natura acrilica.
Stuccatura delle fessurazioni e delle giunte più evidenti con balsite e con stucco in pasta. In alcuni casi è stata eseguita una listellatura tra i pannelli, al fine di colmare lo spazio creatosi tra gli elementi.
L’integrazione delle lacune presenti su doratura e piano di fondo è stata eseguita con stucco francese in pasta Integrazione pittorica delle lacune sul piano di fondo è stata eseguita mediante velatura puntuale con smalti all’acqua, rifiniti con cera d’api.
 

CROCIFISSO

Scultura Lignea XVI Secolo

 

Lo stato di conservazione dell'opera non destava preoccupazioni, ma era evidente lo strato di deposito superficiale che opacizzava la superficie, appesantendo il cromatismo generale. Si ho optato per una pulitura generale, estesa su tutte le superfici del manufatto, per  stuccatura di alcune piccole fessurazioni e ritocco di colore.

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ARCHIVIO FOTOGRAFICO
DURANTE I LAVORI

 

GALLERIA VIDEO

Video documentazione delle operazioni di restauro compiute all'interno del cantiere di Sant'Antonio Abate.

 

Video pannoramica di intervento nella chiesa di Sant'Antonio Abate.

DOCUMENTI TECNICI

 

PRIMA - DOPO

 

soprintendenza per i beni architettonici

e per il paesaggio

PARTNERSHIP

Parrocchia di

Sant'Antonio Abate