SAN GIORGIO
ROVAGNATE

L’architettura, dalle linee semplici, decorative, è composta da materiali pregiati che ne lavorano le cornici del timpano superiore e i capitelli, creati da un prezioso granito e incorniciati da un antico mosaico. Il campanile risulta atipico per l’orientamento, ruotato rispetto alla facciata, realizzato nella parte superiore in granito, dove spicca una cuspide formata da quattro volute e quella inferiore in intonaco.

Tavole tecniche

Archivio fotografico

Prima e dopo

LA PARROCCHIA

La dedicazione della Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio Martire, allocata su un colle, risale a tempi altomedievali, benché la Chiesa sia priva di documentazione fino all'anno 1420. Rispetto alla Chiesa, fin dal Cinquecento, il campanile piuttosto elevato sorgeva nel cimitero antistante e con direzione ruotata, tanto da far supporre agli storici che sul colle sorgesse una vedetta a funzioni anche militari. Nell'archivio Parrocchiale non si trova una data precisa dell’anno di fondazione della Parrocchia, solo uno scritto del Coadiutore Sac. Ambrogio Tentorio del 1873 rileva che vi era una lapide posta sulla facciata dell'antica Chiesa che portava l'iscrizione: San Georgi M. Dicatum 1420 Consacratum 1540 Instauratum 1771.

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STATO DI FATTO

Le superfici e i manufatti che compongono le superfici del campanile erano interessate da evidenti fenomeni di degrado. Erosione superficiale degli intonaci, depositi superficiali, macchie, dilavamenti, patine, stesura di rappezzi cementizi.

Nello specifico, si è rivelato:

- che le superfici erano interessate da fenomeni di dilavamento e infiltrazione;

- gran parte degli elementi metallici e dei ferri erano ossidati;

- dilavamenti e ossidi di ferro hanno permesso la formazione di ampie macchie e colature sulle superfici esterne;

- numerosi erano i rappezzi cementizi, in particolare le ristilature dei giunti;

- si rilevavano diverse parti degli elementi lapidei in distacco o fratturati;

- erosione superficiale delle superfici intonacate;

- micro fessure sulle pareti.

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FACCIATA

Le operazioni più importanti che sono state eseguie sulla facciata principale della chiesa riguardano in primis l'applicazione del biocida, il processo di pulitura eseguito tramite idropulitrice a bassa pressione, microaerobrasivatura a secco con Garnet 120 mesh delle sezioni in pietra, con successivo trattamento con applicazione di un consolidante a base di silicato d’etile per restituirgli la corretta coesione, andata persa nel tempo soprattutto in quelle zone soggette a costante dilavamento e maggior esposizione agli agenti atmosferici, dopodiché sono stati eseguiti imperniaggi con barre filettate in acciaio inox di porzioni in distacco dei capitelli e degli angoli del timpano sommitale e del portale che erano attraversati da profonde fessurazioni e risultavano pericolanti e sono state create armature di supporto per l’integrazioni di elementi in aggetto, come le volute angolari dei capitelli o le teste degli angeli per permettere di ottenere una ricostruzione perfettamente solidale con il supporto.  La stuccatura dei piani di fondo e degli elementi in intonaco eseguita con malte a base di calce idraulica e inerti silicei (MALTA ANTICA - Siligras e STABILITURA SACILE - Calchera) ha permesso di ricucire la superficie dove il materiale era mancante o abraso, mentre le integrazioni sulla pietra sono state eseguite con malta formulata appositamente ad imitazione del litotipo (MALTA ARENARIA - Calchera San Giorgio). Nella zona basamentale è stato effettuato un intervento di rimozione del vecchio intonaco circoscritta alla zona d’angolo sinistra, seguito dalla realizzazione di un nuovo strato di intonaco con caratteristiche idonee ad arginare il fenomeno dell’umidità di risalita. Per quanto concerne l’equilibratura cromatica la superficie ha richiesto una mano di preparazione molto diluita (KONTACT PLUS - KEIM) al fine di
rendere la superficie omogenea e neutralizzare le tinte dai toni molto accesi applicate precedentemente, che interferivano con la stesura di colori più chiari e trasparenti. Anche il portone ligneo di ingresso principale è stato oggetto di restauro. la superficie è stata pulita rimuovendo la vernice marrone presente con carta abrasiva di diverse granulometrie e poi con passaggi ripetuti di acqua e ammoniaca lavorata con lana d’acciaio e pannetti abrasivi per sgrassare la superficie. Terminata questa fase sono state integrate le fessurazioni con filzette di legno e stuccate le mancanze con stucco epossidico bicomponente specifico per il legno (BALSITE - CTS) pigmentato.

CAMPANILE

La prima fase di intervento è stata condotta sul campanile per permettere successivamente il corretto svolgimento delle operazioni di
consolidamento della cella campanaria. Partendo dalla sommità si è eseguita la pulitura con acetone della sfera di rame, successivamente trattata con protettivo acrilico specifico per elementi metallici (INCRAL44 - CTS) e cera microcristallina (RESWAX - CTS) e la brossatura della croce in ferro che è stata poi dipinta con prodotto antiruggine e verniciante (FERNOVUS - SARATOGA). Si è proseguito rimuovendo meccanicamente le piante superiori applicando a spruzzo un biocida a base acquosa ad ampio spettro. Successivamente è avvenuta la rimozione delle stuccature debordanti in cemento non più solidali con la struttura e quindi non più funzionali. All’interno della cella campanaria la situazione degli intonaci era visibilmente compromessa dalle infiltrazioni a carico della copertura che avevano provocato numerosi distacchi tra i vari strati fino a portare alla messa a nudo della muratura, quindi gli intonaci ammalorati sono stati rimossi, dopo di che le integrazioni sono state eseguite con malte a base di calce idraulica e sabbia vagliata (MALTA ANTICA - SILIGRAS). Per permettere il corretto smaltimento delle acque meteoriche dai piani orizzontali sono state predisposte delle copertine con malte ad imitazione del granito, in modo da non compromettere l’estetica dell’insieme. Gli elementi in ferro dopo opportuna brossatura manuale con spazzole in ferro sono stati trattati con convertitore di ruggine  e verniciati con smalto antiruggine grigio, quelli visibili, e prodotto antiruggine e verniciante. Gli orologi hanno richiesto la revisione del quadrante in intonaco per integrare le mancanze puntuali e la velatura dei fondi. Sull’orologio del prospetto nord che, a differenza degli altri non ha la cornice in aggetto, è stata riproposta pittoricamente. A conclusione di tutte le operazioni le superfici in pietra sono state trattate a spruzzo con protettivo idrorepellente a base di silossano (SILO 111 - CTS).

ARCHIVIO FOTOGRAFICO
DURANTE I LAVORI

 

DOCUMENTI TECNICI

 

PRIMA - DOPO